Fabio Massimo CASTALDO : Γραπτές αιτιολογήσεις ψήφου 

Οι βουλευτές μπορούν να υποβάλουν γραπτή αιτιολόγηση της ψήφου τους στην ολομέλεια. Άρθρο 194 του Κανονισμού

Η κατάσταση στη Βενεζουέλα μετά την παράνομη εκλογή νέου προέδρου και νέου προεδρείου της Εθνοσυνέλευσης (κοινοβουλευτικό πραξικόπημα) (B9-0051/2020, B9-0052/2020, B9-0053/2020, RC-B9-0048/2020, B9-0048/2020, B9-0049/2020, B9-0050/2020) IT  
 

Il Venezuela è un paese che negli ultimi anni ha dovuto affrontare diverse crisi. In particolare, le sanzioni economiche e finanziarie contro il governo hanno contribuito notevolmente a deteriorare l'economia del paese così come le condizioni sociali dei suoi cittadini, danneggiando gravemente la vita e la salute dei venezuelani.
In un momento così difficile, culminato in una crisi politica senza precedenti, l’ingerenza di stati terzi sulla situazione politica interna ha esacerbato le tensioni, destabilizzando ulteriormente il paese e minato alla sovranità e indipendenza del Venezuela.
Considerando che il governo venezuelano e l'opposizione hanno già convenuto di avviare un dialogo di pace permanente, mi sono astenuto dal votare questa risoluzione perché tesa ad influenzare il dialogo interno alle forze venezuelane.

Εν εξελίξει ακροάσεις σύμφωνα με το άρθρο 7 παράγραφος 1 ΣΕΕ σχετικά με την Πολωνία και την Ουγγαρία (B9-0032/2020) IT  
 

I rapporti di Commissione, Onu, Osce e Consiglio d’Europa parlano chiaro: la situazione in Polonia e Ungheria non è migliorata. L’applicazione dell’articolo 7 TUE e le audizioni in corso non hanno portato questi paesi a riallinearsi ai valori fondanti dell'Unione europea.
Attacchi all’indipendenza della giustizia, limitazioni del diritto di espressione, corruzione, il non rispetto dei diritti delle minoranze e la repressione dei migranti sono minacce inaccettabili ai nostri valori e non possono essere tollerati, ne va della tenuta stessa dell’Unione.
Per questo è cruciale cooperare perché si assicuri il rispetto da parte di tutti gli Stati dell'UE dei valori stabiliti all'articolo 2 TUE e che si instauri un meccanismo in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali.
Per far fronte all’evidente rischio di violazione grave da parte della Polonia e dell’Ungheria, in particolare, il Consiglio dovrebbe tenere audizioni più regolari e trasparenti, con raccomandazioni concrete agli Stati membri e prendendo in considerazione tutti gli strumenti e le misure preventive previste dai trattati, compresa la sospensione di alcuni dei diritti degli Stati Membri. Inoltre, la Commissione dovrebbe utilizzare tutte le sue risorse, come le procedure d’infrazione accelerate e alle domande di provvedimenti provvisori dinanzi alla Corte di Giustizia Ue.

15η σύνοδος της Διάσκεψης των μερών (COP15) της Σύμβασης για τη βιολογική ποικιλότητα (Kunming 2020) (B9-0035/2020) IT  
 

Con questa Risoluzione, il Parlamento invia un messaggio chiaro alla Commissione Europea in vista della COP 15 che si terrà quest’anno a Kunming, Cina.
il Parlamento infatti chiesto alla Commissione un impegno chiaro nel quadro della nuova Strategia europea sulla biodiversità, che deve includere obiettivi vincolanti di riduzione dei pesticidi. Chiede inoltre che l’Unione destini il 30% del suo territorio a riserva naturale e investa il 10% del proprio bilancio a lungo termine in misure per combattere la perdita delle specie e il degrado dell'habitat.
Il segnale del Parlamento è doveroso alla luce delle recenti catastrofi attuali trend di perdita della biodiversità e l’aumento del tasso di estinzione di animali e piante sono diretta conseguenza di modelli di produzione e consumo intensivi: è evidente, quindi, quanto sia urgente un cambio di rotta verso un modello di economia circolare.

Δραστηριότητες του Ευρωπαίου Διαμεσολαβητή το 2018 (A9-0032/2019 - Peter Jahr) IT  
 

Si tratta della risoluzione che annualmente la Commissione PETI elabora tenendo conto della relazione annuale, presentata dal Mediatore europeo, relativa alle indagini effettuate da parte di quest’ultimo, sulla base di denunce o di propria iniziativa, su casi di possibile cattiva amministrazione, nonché sulle attività compiute, sempre dal Mediatore, per promuovere la buona amministrazione presso gli organi dell’Unione Europea ai fini della tutela dei diritti dei cittadini. Il report nel suo complesso si caratterizza per una pluralità di prese di posizione condivisibili.
Appaiono positive le richieste per contrastare le “porte girevoli” e conflitti di interesse in materia di attività lobbistica. Viene ribadita la necessità di procedere a una revisione del regolamento sull’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, nonché la richiesta di maggiore trasparenza da parte del Consiglio nel quadro dei suoi lavori. Viene infine osservato con preoccupazione il tasso di conformità decrescente da parte della Commissione alle raccomandazioni proposte dal Mediatore, come nel famigerato caso dell’ex Segretario generale della Commissione Selmayr. Alla luce di tutti questi aspetti ho votato con convinzione a favore del rapporto.

Θεσμικά όργανα και οργανισμοί της Οικονομικής και Νομισματικής Ένωσης: πρόληψη των συγκρούσεων συμφερόντων μετά την αποχώρηση από δημόσια υπηρεσία (B9-0047/2020) IT  
 

La proposta di risoluzione in oggetto tratta del problema delle “revolving doors” nelle istituzioni dell’UE, ovvero il passaggio di dipendenti tra il settore pubblico e quello privato. Il contributo dei portatori di interessi è spesso importante per il lavoro delle istituzioni dell’UE. Tuttavia esiste la chiara presenza di potenziali conflitti di interessi quando funzionari pubblici di alto livello assumono impieghi alle dipendenze di privati che erano chiamati a regolare.
Dato il ruolo centrale svolto dagli organi dell’Unione economica e monetaria nella regolamentazione del mercato europeo, tale conflitti di interesse, se non affrontati, rischiano di compromettere l’applicazione di elevati standard etici in tutta l’amministrazione europea e il diritto a una buona amministrazione. Come M5S abbiamo richiesto in varie sedi la creazione di un quadro giuridico unificato per affrontare efficacemente tali questioni. Pertanto, la relazione risulta altamente condivisibile e ho espresso il mio voto favorevole in plenaria.

Πρωτόκολλο στη συμφωνία μεταξύ της ΕΕ, της Ισλανδίας και της Νορβηγίας για τα κριτήρια και τους μηχανισμούς καθορισμού του κράτους που είναι αρμόδιο για την εξέταση αίτησης παροχής ασύλου που υποβάλλεται σε κράτος μέλος, ή στην Ισλανδία ή τη Νορβηγία αναφορικά με την πρόσβαση στο Eurodac για σκοπούς επιβολής του νόμου (A9-0053/2019 - Jadwiga Wiśniewska) IT  
 

Il Parlamento, con questo voto, ha dato il via alla conclusione del protocollo tra l'Unione europea e l’Islanda e Norvegia. Questa costituisce l’ultima fase dei negoziati per un accordo tra l'Unione europea da un lato, e l'Islanda e la Norvegia dall'altro, sulle modalità di partecipazione dell'Islanda e della Norvegia alla procedura di comparazione e trasmissione dei dati per finalità di contrasto al terrorismo a seguito della rifusione del Regolamento Eurodac.
Questa estensione consentirà alle autorità di contrasto dei due paesi di chiedere il confronto dei dati relativi alle impronte digitali con quelli inseriti da altri Stati partecipanti e conservati nella banca dati Eurodac nel caso in cui esse intendano stabilire l'identità o ottenere ulteriori informazioni su una persona sospettata di aver commesso un reato grave o di terrorismo o su una vittima. Allo stesso tempo, questa estensione consentirà alle autorità di contrasto di tutti gli altri Stati partecipanti, che si tratti di altri Stati membri dell'UE o di paesi associati, di chiedere il confronto dei dati relativi alle impronte digitali con quelli inseriti dall’Islanda e Norvegia e conservati nella banca dati Eurodac.
Un ulteriore passo avanti che rafforza l’impegno UE nella lotta al terrorismo ed alla criminalità transnazionale.

Συμφωνία ΕΕ-Κίνας σχετικά με ορισμένες πτυχές των αεροπορικών μεταφορών (A9-0041/2019 - Tomasz Piotr Poręba) IT  
 

L’accordo intende modificare o integrare le disposizioni degli accordi bilaterali conclusi fra gli Stati membri e la Repubblica popolare cinese sui servizi aerei, con lo scopo di garantire la conformità di tali accordi al diritto dell’Unione. L’accordo risponde infatti a un obiettivo fondamentale della politica esterna dell’Unione in materia di aviazione, nella misura in cui è inteso a rendere conformi al diritto europeo i vigenti accordi bilaterali sui servizi aerei, conformemente alla giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia dell’Unione europea. Per concludere l’accordo, a nome dell’UE, tra quest’ultima e il governo della Repubblica popolare cinese, su alcuni aspetti dei servizi aerei, il Consiglio necessita dell’approvazione del Parlamento europeo, ai sensi dell’articolo 218 del TFUE. Il provvedimento risulta equilibrato e ho pertanto inteso esprimermi con voto favorevole.

Κοινό σύστημα φόρου προστιθέμενης αξίας όσον αφορά το ειδικό καθεστώς μικρών επιχειρήσεων (A9-0055/2019 - Inese Vaidere) IT  
 

Si tratta di un file in consultazione già approvato nel settembre 2018. L’allora proposta della Commissione intendeva alleviare l’onere gravante sulle PMI in materia di IVA, dato che le piccole imprese sostengono costi di conformità alla normativa sull’IVA proporzionalmente più elevati. Nel novembre 2019 il Consiglio ha introdotto ulteriori semplificazioni al testo e per questo ha deciso di consultare nuovamente il Parlamento europeo. I miglioramenti riguardano nuove norme per ridurre gli oneri amministrativi per le PMI per creare un contesto fiscale che contribuisca alla crescita delle piccole imprese e alla maggior efficienza degli scambi transfrontalieri. Ritengo bilanciate le misure contenute nel testo e ho pertanto espresso voto favorevole.

Η Ευρωπαϊκή Πράσινη Συμφωνία (RC-B9-0040/2020, B9-0040/2020, B9-0041/2020, B9-0042/2020, B9-0043/2020, B9-0044/2020, B9-0045/2020, B9-0046/2020) IT  
 

L’Europa finalmente si muove nella direzione giusta con il Just Transition Fund, che investe miliardi di euro per ridurre le emissioni inquinanti e salvaguardare al contempo i posti di lavoro.
Grazie a questo nuovo fondo potremo finalmente bonificare i siti industriali che producono carbone e acciaio, così come proposto dal MoVimento 5 Stelle e dal governo italiano.
Il carbone è responsabile di circa un quarto della produzione totale di elettricità in Europa e dà lavoro a oltre 240.000 persone nelle miniere e nelle centrali elettriche in 108 regioni europee. Per tenere fede agli accordi di Parigi, l’Europa dovrà ridurre di due terzi l’uso del carbone nel settore energetico nel prossimo decennio, per poi raggiungere i suoi obiettivi climatici nel 2030 e la neutralità climatica nel 2050.
Il testo, che supportiamo convintamente, contiene la proposta che questo fondo venga esteso agli stabilimenti che producono acciaio. A Taranto la transizione ecologica non è più rinviabile e la salute dei cittadini deve essere la priorità. Per Puglia, Lombardia, Sardegna e Piemonte si apre una nuova stagione di modernità, dove sviluppo non equivale a inquinamento, dove non c’è conflitto tra salvaguardia dei posti di lavoro e tutela dell’ambiente.

Εφαρμογή και παρακολούθηση των διατάξεων σχετικά με τα δικαιώματα των πολιτών στη συμφωνία αποχώρησης (B9-0031/2020) IT  
 

Il tema centrale di questa risoluzione riguarda il ribadire l’importanza della tutela dei diritti dei cittadini UE nel Regno Unito e viceversa, in vista dell’approvazione dell’accordo che sancirà il recesso dell’UK dall’Unione Europea.
Considerando che, al momento, nel Regno Unito risiedono circa 3,2 milioni di cittadini provenienti dai 27 Stati membri dell'Unione, mentre 1,2 milioni di cittadini del Regno Unito risiedono in UE, è fondamentale la tutela dei diritti di tali cittadini, i quali si sono stabiliti in un altro Stato membro facendo affidamento sui diritti di cui godono in forza della legislazione dell'UE e in base al presupposto di poter godere di tali diritti per tutta la vita.
Il Regno Unito si è impegnato a tutelare questi diritti e la loro acquisizione durante tutto il periodo transitorio che partirà dal 31 gennaio 2020 e si concluderà con la fine delle negoziazioni sugli accordi commerciali. L’Unione Europea dovrà rimanere vigile sul rispetto di tale impegno da parte del Governo britannico.

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