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Elisabetta GUALMINI Elisabetta GUALMINI
Elisabetta GUALMINI

Grupo da Aliança Progressista dos Socialistas e Democratas no Parlamento Europeu

Membro

Itália - Partito Democratico (Itália)

Data de nascimento : , Modena

Página inicial Elisabetta GUALMINI

Membro

BUDG
Comissão dos Orçamentos
EMPL
Comissão do Emprego e dos Assuntos Sociais
D-RU
Delegação à Comissão Parlamentar de Cooperação UE-Rússia

Membro suplente

REGI
Comissão do Desenvolvimento Regional
D-ZA
Delegação para as Relações com a África do Sul

Últimas atividades

Atribuição de faixas horárias nos aeroportos da Comunidade: normas comuns IT

26-03-2020
Declarações de voto escritas

Ho votato a favore di questa modifica al regolamento (CEE) 95/93, perché aiuta le compagnie aeree che operano in Europa a limitare le perdite di passeggeri a seguito della pandemia COVID-19. Si parla di 67 milioni di passeggeri persi negli ultimi mesi in Europa.
Il regolamento originale obbliga le compagnie aeree a garantire che almeno l’80% dei voli che vengono loro assegnati siano effettivamente effettuati, pena la perdita della precedenza nelle stesse bande aeree su quei voli. In tempi normali, questa regola impedisce che le compagnie cancellino troppi voli e quindi protegge i consumatori. Durante l’attuale emergenza sanitaria invece è importante tutelare le compagnie aeree stesse: molti consumatori hanno cancellato le loro prenotazioni, e quindi la regola dell’80% (“use it or lose it”) deve essere modificata. Il provvedimento che abbiamo votato inserisce una deroga temporale al rispetto di questo obbligo e chiede alla Commissione di ritardare la sua Relazione annuale in modo da includere una discussione più approfondita sull’eccezionalità della fase in corso e sulle necessarie deroghe.

Medidas específicas para mobilizar investimentos nos sistemas de saúde dos Estados-Membros e em outros setores das suas economias em resposta ao surto de COVID-19 [Iniciativa de Investimento Resposta ao Coronavírus] IT

26-03-2020
Declarações de voto escritas

Ho votato a favore di questo provvedimento, perché è il primo e più tempestivo intervento che l’Europa mette a disposizione per i paesi fortemente colpiti da un’emergenza sanitaria mai vista da quando la stessa Europa esiste. Certo, bisogna essere chiari: questa non può essere l’unica risposta, ma solo un primo passo per sbloccare e rendere liquidi fondi che sono già in possesso degli Stati Membri, ma che dovrebbero essere restituiti.
Si tratta infatti di finanziamenti che le regioni dei paesi europei hanno in giacenza come residui dai Fondi Strutturali europei non spesi (Fondo sociale, Fondo di sviluppo regionale, Fondo di coesione, etc.) e che dovrebbero essere restituiti alla Commissione appunto perché non utilizzati. In tutto sono 8 miliardi che dovrebbero però cubare almeno 2-3 volte tanto in termini di cofinanziamenti e investimenti pubblico-privati complessivi. Sarà sufficiente modificare i Piani operativi nazionali e regionali per estendere la finalità di questi fondi all’ambito sanitario (personale, strutture, dispositivi).
Oltre al settore sanitario, vi sono misure altrettanto rilevanti per le PMI e per compensare i pescatori (una categoria di lavoratori particolarmente fragile) delle loro perdite. È solo l’inizio, ma era importante approvare subito in procedura d’urgenza questo provvedimento.

Assistência financeira aos Estados-Membros e aos países candidatos à adesão à União muito afetados por uma forte emergência de saúde pública IT

26-03-2020
Declarações de voto escritas

Ho votato a favore della revisione del Regolamento del Fondo di Solidarietà UE, che rende possibile la mobilitazione di tale canale di finanziamento anche nel caso di una grande emergenza per la salute pubblica, come appunto causata dall’elevata diffusione del COVID-19. La modifica, che allarga dunque il campo di applicazione del FSUE, si rendeva indispensabile per la mobilitazione immediata di risorse per l'assistenza ai paesi più colpiti dall’emergenza Coronavirus, come l’Italia. Il Parlamento ha inoltre sostenuto un altro cambiamento del Fondo di solidarietà, che consentirà a tutti gli SM che faranno richiesta di avere accesso a un sostegno quasi raddoppiato, sino a 800 milioni di euro all’anno (invece che 500 milioni). Come delegazione del Partito democratico avevamo chiesto alla Commissione che questa somma fosse almeno triplicata e spinto per la creazione di uno strumento finanziario specifico per le emergenze sanitarie, anche attraverso l’attivazione della clausola di solidarietà, prevista dal Trattato di Lisbona. Al momento, tuttavia, la revisione degli ambiti di destinazione del Fondo di Solidarietà, che era nato nel 2002 per rispondere a catastrofi naturali di vario tipo, è una risposta utile.

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