Mappatura del "costo della non-Europa" 2014-2019

05-03-2014

Il presente studio riunisce l'attività attualmente in corso riguardo a un progetto a lungo termine per identificare e analizzare il "costo della non-Europa" in numerosi ambiti politici. Tale concetto, esplorato per la prima volta dal Parlamento europeo negli anni Ottanta, viene qui utilizzato per quantificare i possibili miglioramenti in termini di efficienza per l'economia europea di oggi, derivanti dalla realizzazione di una serie di iniziative politiche sostenute di recente dal Parlamento e che spaziano da un mercato unico digitale più ampio e più approfondito a politiche nazionali ed europee più coordinate nell'ambito della difesa e dello sviluppo. I vantaggi possono essere misurati in termini di PIL aggiuntivo generato, oppure di utilizzo più razionale delle risorse pubbliche. Finora l'analisi suggerisce che l'economia europea potrebbe ottenere, nel tempo, miglioramenti pari a circa 800 miliardi di euro, ovvero il 6% del PIL corrente, grazie a tali misure. Lo studio è inteso come un contributo alla crescente discussione riguardo alle priorità politiche dell'Unione europea nel prossimo ciclo istituzionale quinquennale 2014-2019.

Il presente studio riunisce l'attività attualmente in corso riguardo a un progetto a lungo termine per identificare e analizzare il "costo della non-Europa" in numerosi ambiti politici. Tale concetto, esplorato per la prima volta dal Parlamento europeo negli anni Ottanta, viene qui utilizzato per quantificare i possibili miglioramenti in termini di efficienza per l'economia europea di oggi, derivanti dalla realizzazione di una serie di iniziative politiche sostenute di recente dal Parlamento e che spaziano da un mercato unico digitale più ampio e più approfondito a politiche nazionali ed europee più coordinate nell'ambito della difesa e dello sviluppo. I vantaggi possono essere misurati in termini di PIL aggiuntivo generato, oppure di utilizzo più razionale delle risorse pubbliche. Finora l'analisi suggerisce che l'economia europea potrebbe ottenere, nel tempo, miglioramenti pari a circa 800 miliardi di euro, ovvero il 6% del PIL corrente, grazie a tali misure. Lo studio è inteso come un contributo alla crescente discussione riguardo alle priorità politiche dell'Unione europea nel prossimo ciclo istituzionale quinquennale 2014-2019.